omaggio a Giorgio Armani
Forte dei Marmi rende omaggio a Giorgio Armani attraverso lo sguardo di Luca Vernizzi. Dal 4 al 27 settembre 2026 la Oblong Contemporary Art Gallery di via Carducci ospita una mostra che riunisce il primo ritratto dal vero dello stilista e le grandi tele del ciclo “Macro Pop”, presentate per la prima volta in Versilia. L’inaugurazione è in programma venerdì 4 settembre alle 18:30, con ingresso gratuito.
A un anno esatto dalla scomparsa di Giorgio Armani, l’esposizione ideata da Rosi Fontana e promossa dalla galleria diretta da Paola Marucci assume un significato particolarmente intenso per Forte dei Marmi. Poco prima di morire, lo stilista aveva infatti compiuto un ultimo, grande gesto d’affetto verso la località versiliese, acquistando la storica Capannina di Franceschi. Un luogo al quale era legato anche da ricordi personali: proprio qui, nel 1966, aveva conosciuto il versiliese Sergio Galeotti, amico e socio con cui avrebbe costruito un lungo sodalizio umano e professionale.
La Capannina è oggi in corso di ristrutturazione e in città cresce l’attesa per scoprire quale volto assumerà lo storico locale sotto le insegne di Giorgio Armani. Il progetto rappresenta idealmente l’ultima testimonianza del rapporto speciale che ha unito lo stilista a Forte dei Marmi, aggiungendo ulteriore valore emotivo all’omaggio proposto dalla Oblong Contemporary Art Gallery.
Al centro della mostra ci sarà il primo ritratto dal vero di Re Giorgio, realizzato da Luca Vernizzi nel 1981, in un momento decisivo per l’ascesa dello stilista. Nel dipinto Armani indossa una T-shirt bianca dal taglio essenziale e rivolge all’artista uno sguardo vigile, quasi affacciandosi all’interno della tela. Per scelta curatoriale, sarà l’unico ritratto presente nell’esposizione e si potrà ammirare fino al 25 settembre.
Attorno a questo nucleo intimo si apre il mondo di “Macro Pop”. Dopo l’anteprima alla Fabbrica del Vapore di Milano, arrivano a Forte dei Marmi opere dedicate agli oggetti comuni: frutta e pomodori, accappatoi, detersivo per i piatti, un mazzo di chiavi, un annaffiatoio e i più recenti occhiali da sole, insieme a venti lavori di formato minore. Isolate in spazi vuoti e ingrandite fino alla dismisura, queste presenze quotidiane smettono di essere invisibili e interrogano chi guarda.
Vernizzi le chiama “cose”, ma le tratta come veri soggetti: oggetti che usiamo senza pensarci e che, pur non somigliandoci, finiscono per raccontare abitudini, desideri e ossessioni della società contemporanea. La loro scala amplificata trasforma il gesto ordinario in uno spazio di riflessione sul consumo, sulla memoria e sul valore affettivo che attribuiamo a ciò che ci circonda.
Ottantacinque anni, figlio del ritrattista Renato Vernizzi e docente all’Accademia di Brera dal 1975 al 2013, Luca Vernizzi ha attraversato oltre mezzo secolo di cultura italiana. Ha ritratto alcune delle sue personalità più note e raccontato la Milano degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta.