la Versilia come destino
Cinquant’anni non si celebrano con una retrospettiva. Si celebrano tornando al principio: al paesaggio, alla luce, allo sguardo che tutto ha generato. È questo che fa “Essere Mare, tra gli ossi di seppia”, il progetto espositivo che si inaugura giovedì 2 luglio alle ore 19:00 presso la Galleria Susanna Orlando di via Stagi 12 a Pietrasanta.
La mostra, curata da Beatrice Audrito e Susanna Orlando, sceglie di muoversi attraverso un paesaggio piuttosto che ripercorrere la storia della galleria per tappe o acquisizioni: la Versilia intesa come condizione dello sguardo più che come territorio geografico. Tra il mare e le Alpi Apuane, pittori e scultori del Novecento hanno trovato qualcosa di più difficile da rappresentare della semplice villeggiatura: un silenzio, una luce rarefatta, una malinconia dell’orizzonte che hanno finito per orientare il lavoro, il colore e la materia.
È dentro questa atmosfera che si ritrovano gli artisti scelti per l’esposizione: Alberto Savinio, Carlo Carrà, Ardengo Soffici, Massimo Campigli, Ottone Rosai, Mino Maccari, Arturo Dazzi, Renato Guttuso, Lorenzo Viani, affiancati da voci più contemporanee come Ruggero Savinio, Carlo Mattioli, Aldo Mondino, Piero Gilardi, Giuseppe Biagi e Guido Borgianni. Il percorso alterna dipinti, sculture e opere su carta, accostando lavori come “Spiaggia del Forte dei Marmi” (1963) di Ardengo Soffici, “Tiro a segno (Il poligono)” (1932) di Lorenzo Viani, la delicata “Aragosta” di Arturo Dazzi e il recente “Ossi di seppia” (2026) di Giuseppe Biagi. Più che delineare una storia dell’arte versiliese, l’insieme restituisce la coerenza di una ricerca coltivata nel tempo.
Ardengo Soffici, "Spiaggia del Forte dei Marmi"
Il ritratto di una sensibilità
Cresciuta tra Forte dei Marmi e Pietrasanta, Susanna Orlando ha costruito nei suoi cinquant’anni di attività una ricerca che somiglia alla terra in cui è maturata: toni pacati, atmosfere sospese, una tensione contemplativa che trasforma il paesaggio in esperienza interiore. “Essere Mare” si configura così come un autoritratto culturale: non della galleria in quanto istituzione, ma della persona che l’ha animata. Gli artisti riuniti in mostra testimoniano una lunga fedeltà a un’idea di arte e di paesaggio, maturata attraverso incontri, affinità e scelte che nel tempo hanno definito l’identità stessa della galleria.
Il titolo richiama gli “Ossi di seppia” di Eugenio Montale, figura legata alla Versilia e alla biografia stessa di Susanna Orlando, che conobbe il poeta a Forte dei Marmi in compagnia del padre Angelo. Gli ossi di seppia – tracce di qualcosa che è stato – diventano qui immagine di una memoria che continua a interrogare, senza mai trasformarsi in semplice nostalgia.
La gallerista Susanna Orlando
Piero Gilardi, "Spiaggia brasiliana", 2008
Giuseppe Biagi, "Ossi di Seppia", 2026
Arturo Dazzi, "Aragosta", anni Sessanta
L’allestimento e la serata inaugurale
L’installazione si sviluppa come un’unica stanza di relazioni, in cui opere, libri, frammenti poetici e tracce musicali convivono senza gerarchie. La serata del 2 luglio, dalle 19:00 alle 21:00, si aprirà a una dimensione ulteriore grazie agli interventi dal vivo del soprano Alida Berti e del clarinettista Ioan Bodnarciuc: una partitura originale di voci e suoni pensata per dialogare con le opere esposte, accompagnando il percorso della mostra e amplificandone le risonanze emotive.
La mostra resterà aperta fino al 18 agosto, tutti i giorni con orario 10:30–13:30 e 18:00–23:00.
“Essere Mare, tra gli ossi di seppia”, Galleria Susanna Orlando, via Stagi 12, Pietrasanta. Inaugurazione giovedì 2 luglio 2026, ore 19:00.
Lorenzo Viani, "Il tiro a segno (Il Poligono)", 1932