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Lifestyle

Da Ponte Vecchio al Maggio Fiorentino: cento anni di Cassetti

luglio 2026
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Da Ponte Vecchio al Maggio Fiorentino: cento anni di Cassetti

Nel 1926 Renzo Cassetti apre un piccolo laboratorio ai piedi di Ponte Vecchio. Cento anni più tardi, sul palco del Teatro del Maggio Fiorentino, davanti a oltre seicento ospiti, i suoi figli e nipoti raccontano il secolo che separa quei due momenti: una guerra, l’alluvione di Firenze, la crescita di un’impresa familiare che oggi rappresenta una delle espressioni più autorevoli dell’arte orafa fiorentina. Non una celebrazione nostalgica, ma una serata che trasforma la memoria in una promessa.

Ad accogliere gli invitati, nel foyer del teatro, un percorso espositivo di quarantatré pannelli: fotografie d’epoca, documenti e oggetti simbolo che accompagnano il pubblico attraverso la storia della famiglia.

In teatro, il racconto prosegue con un video celebrativo dedicato all’azienda e con gli interventi del presidente Andrea Cassetti, di Maria Grazia Cassetti e delle istituzioni. Tra i protagonisti della serata anche la sindaca di Firenze Sara Funaro, che consegna all’azienda un riconoscimento ufficiale della città per il secolo di attività, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e il sovrintendente del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino Carlo Fuortes. A divertire il pubblico è poi l’intervento a sorpresa di Giorgio Panariello, mentre sul palco salgono anche Filippo e Lorenzo Cassetti, terza generazione chiamata a proseguire una storia di famiglia che si rinnova restando fedele a se stessa.

Più che il passato, la serata racconta un’impresa cresciuta senza tradire i principi del suo fondatore. «Quello che siamo oggi è il risultato di quello che siamo stati. Vogliamo raccontare alle nuove generazioni la nostra storia e continuare a trasmettere gli insegnamenti di nostro nonno: umiltà, sacrificio e passione», dice Filippo Cassetti sintetizzando i valori che da un secolo ispirano l’azienda.

Il momento più intenso della celebrazione è quello dedicato ai collaboratori. Chiamati sul palco, i dipendenti sono accolti dall’abbraccio della famiglia Cassetti e da una frase del presidente Andrea Cassetti: «Sono la nostra famiglia». Un riconoscimento che dice più di ogni discorso quale idea di impresa abbia guidato questi cento anni: un’idea costruita, prima di tutto, sulle persone.

Dopo la cena di gala, servita sul prestigioso palcoscenico teatrale del Maggio, davanti a una monumentale riproduzione del Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio realizzata da Andrea Cassetti, gli ospiti ricevono una copia del volume “La storia della famiglia Cassetti: cento anni di storia tra arte, guerra, famiglia; dal laboratorio artigiano al simbolo del Ponte Vecchio”. Un libro che raccoglie immagini, testimonianze e ricordi di un secolo di vita imprenditoriale e familiare e che, come la serata celebrativa del Centenario, non rappresenta un punto di arrivo, ma un passaggio di testimone. Perché le aziende che attraversano il tempo non si limitano a custodire una tradizione: continuano, generazione dopo generazione, ad aggiungere valore al valore.