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Arts & Culture

geografie di luce

June 2026
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geografie di luce

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Le opere di Tano Pisano in esposizione fino al 13 settembre nel Battistero del Duomo di Pietrasanta

Le Alpi Apuane sono il soggetto dichiarato di Apuane Meccaniche. In realtà ne sono soprattutto il pretesto: il nuovo progetto di Tano Pisano, ospitato nel Battistero del Duomo di Pietrasanta fino al 13 settembre, non parla soltanto di montagne, ma di luce, di percezione e della trasformazione del paesaggio in costruzione mentale e poetica.

La mostra si inserisce nel percorso di interventi contemporanei ideato dal curatore Enrico Mattei per uno dei luoghi più significativi del centro storico cittadino. Un contesto che non viene assunto come semplice contenitore espositivo, ma come elemento attivo del progetto, capace di entrare in dialogo con le opere e di orientarne la lettura.

«Le opere di Tano Pisano non si limitano a rappresentare le Alpi Apuane, ma ne reinterpretano l’essenza più profonda, traducendo in forme e colori le suggestioni di un paesaggio che da secoli alimenta l’immaginario collettivo e la creatività degli artisti. Come il Sole che, nel giorno del solstizio, attraversa il foro del Monte Forato e scandisce simbolicamente il tempo della natura, così la luce nel Battistero accompagna il visitatore in un’esperienza di osservazione lenta e consapevole, fatta di rimandi, riflessi e rivelazioni», osserva Enrico Mattei.

Tano Pisano, "Cava", 2026. Pennarello e acquerello su carta arches cotone

Artista difficilmente riconducibile a una singola disciplina, Tano Pisano ha costruito negli anni una ricerca fondata sull’attraversamento dei linguaggi. Pittura, scultura, installazione e sperimentazione tecnica convivono all’interno di una pratica che mette costantemente in discussione i confini tra immagine e spazio, superficie e profondità, visione e materia.

Le opere riunite nel Battistero appartengono al ciclo Apuane Meccaniche, una serie dedicata alle montagne che dominano l’orizzonte versiliese e che da sempre rappresentano uno dei principali serbatoi iconografici e simbolici del territorio. Nella lettura proposta da Pisano, tuttavia, il paesaggio non è mai oggetto di descrizione. Le Apuane diventano struttura mentale, ritmo compositivo, principio generatore di forme.

In mostra sono esposti due acquerelli su carta e quattro sculture che testimoniano efficacemente questa ricerca. Al centro del progetto si colloca il cosiddetto “Meccano”, un dispositivo espressivo sviluppato dall’artista attraverso l’impiego di lastre di plexiglas perforate, sovrapposte e assemblate in configurazioni complesse: la trasparenza del materiale, unita alla presenza di aperture e vuoti, genera un continuo gioco di profondità e sovrapposizioni destinato a trasformarsi con il variare della luce.

Non a caso l’apertura della mostra (20 giugno) coincide con il periodo del solstizio d’estate, quando sulle Alpi Apuane si rinnova il suggestivo fenomeno della cosiddetta doppia alba del Monte Forato: un riferimento che lega la dimensione naturale del territorio a una riflessione più ampia sul tempo, sulla percezione e sul rapporto tra uomo e paesaggio.

Tano Pisano, "Cava al tramonto", 2026. Plexiglas

Il Battistero offre a questa ricerca una dimensione ulteriore. Il continuo mutare della luce nel corso della giornata incide direttamente sulla percezione delle opere, generando una condizione di costante trasformazione: l’esperienza visiva non è mai identica a se stessa, perché ogni visita coincide con una configurazione diversa di riflessi, ombre e bagliori.

Ne deriva un percorso che invita a rallentare lo sguardo e a misurarsi con il tempo della contemplazione. Le opere instaurano un dialogo sottile con l’architettura storica del luogo, con la presenza dell’acqua battesimale e con i temi della rinascita e della trasformazione che da sempre appartengono a questo spazio. Natura, memoria e dimensione spirituale si incontrano in un progetto che invita a osservare il paesaggio non come immagine, ma come esperienza.

Apuane Meccaniche costituisce una significativa anticipazione della grande mostra personale che il Comune di Pietrasanta dedicherà a Tano Pisano nell’autunno del 2026, coinvolgendo Piazza del Duomo, il sagrato della Collegiata e il complesso di Sant’Agostino. Un appuntamento che conferma il legame dell’artista con il territorio e offre una prima occasione per entrare nel cuore di una ricerca che continua a reinventare il dialogo tra paesaggio, luce e materia.

Tano Pisano, "Monte Forato", 2026. Plexiglas

Le opere di Tano Pisano non si limitano a rappresentare le Alpi Apuane, ma ne reinterpretano l’essenza più profonda, traducendo in forme e colori le suggestioni di un paesaggio che da secoli alimenta l’immaginario collettivo e la creatività degli artisti