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conciliare la storicità con la concorrenza

October 2026
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conciliare la storicità con la concorrenza

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Gli stabilimenti balneari sono parte della storia di Forte dei Marmi e custodiscono l’essenza delle peculiarità turistiche cittadine. È da questo legame che prende forma la strada indicata dal convegno promosso dalla Fondazione Vittorio Veneto all’Augustus Beach Club: valorizzare la storicità delle gestioni e il patrimonio culturale degli stabilimenti come elementi su cui fondare possibili eccezioni e mitigazioni nell’applicazione della direttiva Bolkestein. Dal confronto è emersa la necessità di considerare le caratteristiche dei singoli contesti, riconoscendo il peso delle esperienze e delle tradizioni che hanno reso questa spiaggia parte della cultura della villeggiatura italiana. Una prospettiva che offre argomenti per tutelare la continuità delle gestioni e i tratti distintivi dell’ospitalità fortemarmina, nel rapporto con le esigenze della concorrenza. In gioco è il futuro di un’accoglienza nella quale il Forte riconosce la propria storia.

Il convegno “Spiagge e direttiva Bolkestein: eccezioni e mitigazioni” è stato un qualificato momento di confronto su uno dei temi più dibattuti degli ultimi anni: il futuro delle concessioni balneari e il rapporto tra il principio di concorrenza e la tutela delle caratteristiche storiche, culturali e identitarie dei territori.

Un tema particolarmente significativo per Forte dei Marmi, dove la storia degli stabilimenti balneari è profondamente intrecciata con quella culturale e sociale della località, divenuta nel tempo un punto di riferimento del turismo italiano e internazionale.

L’evento è stato avviato con i saluti istituzionali del Sindaco di Forte dei Marmi, Bruno Murzi, di Riccardo Tarabella, presidente della Fondazione Vittorio Veneto, e di Fiammetta Maschietto, della proprietà di Augustus Hotel & Resort e Beach Club. La presidenza del convegno è stata affidata ad una autorevolissima giurista quale Daria de Pretis, Vicepresidente emerita della Corte Costituzionale e Professoressa ordinaria di diritto amministrativo dell’Università di Trento. I lavori sono stati introdotti da Giuseppe Severini, Presidente emerito di sezione del Consiglio di Stato.

Il confronto ha visto quindi le relazioni di Massimo Marsili, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, che ha illustrato i valori storici, artistici e culturali di Forte dei Marmi, Fabio Cintioli, Professore ordinario di diritto amministrativo presso l’Università degli Studi Internazionali di Roma, che ha affrontato il tema del rapporto tra concorrenza e altri interessi di rilievo costituzionale ed europeo; di Pier Francesco Ungari, Presidente del TAR Umbria, che ha approfondito principi e modalità di applicazione della direttiva Bolkestein con specifico riguardo alla tutela dei valori culturali materiali ed immateriali; e di Eugenio Tagliasacchi, Consigliere di Stato, che ha esaminato la tematica in comparazione con l’assetto normativo di altri Stati dell’Unione Europea caratterizzati da un intenso turismo balneare.

Al centro delle relazioni la necessità di leggere il tema delle concessioni balneari attraverso una prospettiva ampia, capace di tenere insieme le esigenze della concorrenza con la tutela di quei valori culturali, sociali e storici che, in alcuni contesti, rappresentano una parte fondamentale dell’identità di un territorio.

«La Fondazione Vittorio Veneto di Forte dei Marmi è un ente privato, parte storica e integrante di Forte dei Marmi, riconosciuta per le sue iniziative di carattere sociale e assistenziale. In questa specifica occasione la Fondazione, consapevole delle incertezze e difficoltà per l'applicazione della “Direttiva Bolkestein”, ritenendo che queste difficoltà e incertezze, con gli esiti che ne deriveranno, finiranno per coinvolgere tutta la comunità, ha promosso questa iniziativa di carattere scientifico che ha lo scopo di fare il punto con la massima obiettività e trasparenza e a tal fine avvalendosi di giuristi di altissima levatura su quanto ancora deve e può essere fatto in termini di eccezioni e mitigazioni alla “Direttiva Bolkestein” in considerazione della innegabile e profonda ricchezza culturale che il Forte ha generato fin dalla sua nascita e di cui la Fondazione è ed è stata parte vivente», ha dichiarato Riccardo Tarabella, Presidente della Fondazione Vittorio Veneto.

«L’estate 2027 segnerà l’ultimo minuto delle attuali concessioni demaniali marittime. Il 30 settembre sono scadute le concessioni prorogate, e già entro il 30 giugno andranno avviate le gare. Facile prevedere l’esplosione del contenzioso, già oggi non indifferente. Ma le gare vanno fatte davvero per tutte le concessioni? O, a tutto concedere, vanno comunque previsti particolari temperamenti o attenuazioni? Questo è stato il tema del convegno di oggi dove si è discusso dei tanti stabilimenti “identitari”, radicati nella storia e nella cultura nazionali, le cui stesse caratteristiche sono di primissima importanza per l’attrattività dei luoghi e per l’economia balneare italiana. È questo il valore specifico della “eccezione culturale” che il diritto europeo vuole prevalga sullo stesso principio di gara. Non meno rilevante è anche la questione della tutela dei lavoratori del settore, che ne rischiano l’espulsione con gravissime ripercussioni sociali», ha detto Giuseppe Severini, relatore e Presidente di Sezione emerito del Consiglio di Stato.

Forte dei Marmi rappresenta un esempio particolarmente significativo delle suddette “eccezioni culturali”. La sua storia balneare ha attraversato la letteratura, l’arte e il cinema, diventando parte dell’immaginario collettivo e contribuendo a definire nel tempo il carattere stesso della località. Gli stabilimenti balneari non sono quindi soltanto luoghi destinati alla fruizione della spiaggia, ma sono anche parte di una storia e di una tradizione che hanno contribuito a costruire l'identità del territorio.

«Il confronto emerso durante questo convegno dimostra quanto sia importante interrogarsi sul valore che alcuni luoghi hanno acquisito nel tempo, andando oltre la loro funzione originaria. L’Augustus Hotel & Resort e il suo Beach Club fanno parte della storia di Forte dei Marmi: da quando, anche attraverso la presenza della famiglia Agnelli, questo tratto di costa è diventato un luogo d’incontro e di villeggiatura, abbiamo contribuito a costruire e custodire una precisa idea di ospitalità e di rapporto con il mare. Preservare questa continuità significa tutelare non solo un’attività, ma un patrimonio culturale e identitario profondamente legato al territorio», afferma Giacomo Maschietto, CEO di Augustus Hotel & Resort.

Il convegno ha offerto l’occasione per riflettere proprio su questo equilibrio: come conciliare le esigenze della concorrenza con la possibilità di preservare la continuità, la storia e il valore culturale di realtà che hanno acquisito nel tempo una particolare rilevanza per il territorio?

Un confronto che ha evidenziato l’importanza, anzi l’essenzialità, di un’indagine non su problematiche generali ed astratte e perciò asettiche, bensì focalizzata sulle caratteristiche dei singoli contesti e sulla loro storia, aprendo una riflessione più ampia sul futuro delle concessioni e sulla necessità di valorizzare, insieme alle dinamiche economiche, anche il patrimonio culturale e identitario dei luoghi.

«Le riflessioni emerse nel convegno rafforzano il senso del lavoro che stiamo portando avanti come Comune», sottolinea il sindaco di Forte dei Marmi Bruno Murzi. «Abbiamo colto spiragli positivi sul riconoscimento della storicità delle gestioni balneari e del patrimonio di esperienze e tradizioni che rappresentano. Per Forte dei Marmi è un tema fondamentale: la storia dei nostri stabilimenti è strettamente legata a quella del paese e alla sua identità. La delibera comunale del 25 giugno va proprio nella direzione di valorizzare, nelle procedure di evidenza pubblica, gli aspetti storici e culturali e di professionalità che caratterizzano i nostri stabilimenti. Il confronto ha offerto spunti importanti per proseguire questo lavoro, con l’obiettivo di tutelare un patrimonio che appartiene all’intera comunità».

È possibile rivedere il convegno collegandosi a questo link.