l’eleganza del rosso
L’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze ospita i capolavori del maestro della pittura gongbi
Il rosso delle vesti, l’oro degli ornamenti, un ricamo descritto fino al più sottile dettaglio. Nella pittura di Cui Jingzhe lo sguardo si sofferma sui particolari, segue la precisione dei contorni e scopre, nella ricchezza degli abiti, una bellezza composta, governata da un paziente lavoro di pennello. Le figure femminili sono al centro di questo universo, nel quale una delle più raffinate tradizioni artistiche cinesi trova un interprete contemporaneo.
Dal 7 al 28 novembre 2026, l’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze ospita “Rosso Cina”, la prima mostra personale dell’artista in Toscana. Curata da Carlo Pizzichini e Li Qiuchen, l’esposizione riunisce nella Sala Espositiva di via Ricasoli opere che permettono di avvicinarsi al gongbi, una tecnica pittorica dalla storia secolare, ancora poco conosciuta dal grande pubblico italiano.
Il suo linguaggio si fonda sull’accuratezza del disegno, sulla definizione dei contorni e su un’applicazione sapiente del colore. La padronanza del pennello deve accompagnarsi alla disciplina: ogni linea richiede controllo, ogni sfumatura partecipa alla costruzione dell’immagine. Un ornamento minuzioso o l’espressione di un volto acquistano così un peso preciso nell’armonia della composizione.
Cui Jingzhe conserva questa attenzione meticolosa e la sviluppa in una ricerca personale, riconoscibile soprattutto nella serie “China Red”, al centro del percorso fiorentino. Le protagoniste dei suoi dipinti indossano costumi preziosi, descritti con una cura che restituisce la complessità dei ricami e delle decorazioni. Attorno alle figure, il repertorio dell’artista comprende paesaggi di montagne e nebbie, mentre la tavolozza si apre agli azzurri, ai verdi e ai colori della terra.
È tuttavia il rosso a dare alla sua pittura l’accento più riconoscibile. Nella cultura cinese accompagna le celebrazioni e i momenti fondamentali della vita collettiva, associato alla felicità, alla fortuna e alla prosperità. La sua presenza attraversa le arti e gli oggetti: dalle lacche intagliate delle dinastie Ming e Qing alle sete, fino agli abiti cerimoniali. Nei dipinti di Cui Jingzhe questa memoria si concentra nelle vesti femminili, dove l’intensità del colore incontra la finezza del disegno e la preziosità degli ornamenti dorati.
Nato nel 1980 e di origine mancese, l’artista affianca alla ricerca pittorica un’attività nelle istituzioni artistiche e nella formazione. È vicepresidente dell’Accademia di Belle Arti di Hebei e membro del comitato permanente della Società Cinese di Pittura Gongbi. Il suo percorso ha trovato una tappa significativa nel 2022, quando il Museo Nazionale d’Arte della Cina, a Pechino, gli ha dedicato la personale “China Red – Cui Jingzhe Gongbi Painting Exhibition”. L’anno successivo, una nuova esposizione della serie è stata accolta da Rongbaozhai, storica istituzione cinese legata alla pittura e alla calligrafia.
La mostra fiorentina offre l’occasione di osservare da vicino questa ricerca, lasciando che siano le opere a raccontare il rapporto dell’autore con la propria eredità culturale. La precisione del gongbi invita a una visione lenta: dopo la prima impressione cromatica emergono i passaggi di tono, il disegno dei tessuti, l’equilibrio fra la figura e ciò che la circonda. Quel rosso che inizialmente cattura lo sguardo rivela, particolare dopo particolare, la trama di una storia.
La mostra si inaugura sabato 7 novembre 2026 alle 17:30, alla presenza dell’artista, dei curatori, di Cristina Acidini, presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno, e di Luca Macchi, presidente della Classe di Pittura. La mostra, a ingresso gratuito, sarà visitabile fino al 28 novembre nella Sala Espositiva di via Ricasoli 68, all’angolo con piazza San Marco: dal martedì al sabato, dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 17:00 alle 19:00; la domenica dalle 10:00 alle 13:00. Chiusura il lunedì e nei giorni festivi.