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Interviews

centro di gravità permanente

giugno 2023- Numero 23
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centro di gravità permanente

L’imprenditore Attilio Bindi e quel suo sconfinato amore per la Versilia: le vacanze con la famiglia, le pedalate in bici, gli investimenti nel turismo. Una vita con Forte nel cuore

Intervista di Stefano Roni - Foto di Annalisa Ceccotti

«Non c’è una sola Versilia. Ne esistono molte. E io le amo tutte indistintamente». Non potrebbe essere più diretta e disarmante la dichiarazione d’amore di Attilio Bindi per la sua terra d’elezione. Perché è qui ormai che abita stabilmente. Qui concentra gli interessi e vive il suo quotidiano. «Nei lunghi anni in cui ho seguito gli affari dell’azienda di famiglia (la società che dal 1946 produce i famosi dessert Bindi, ndr) il mio baricentro era Milano e di tanto in tanto scendevo al Forte», dice. «Ora è esattamente il contrario. E quanto ne sono felice!».

Imprenditore, collezionista, uomo animato da un’inesauribile curiosità, Attilio Bindi sta realizzando in Versilia una serie di importanti investimenti nei settori dell’accoglienza e del tempo libero. Entro un anno inaugurerà il nuovo Motor Club La Canniccia che sta sorgendo sulle ceneri dell’ex discoteca omonima. In parallelo vanno avanti i progetti di recupero di alcuni storici alberghi del Forte – l’ex Hotel Franceschi, l’Areion – e dell’ex colonia Laveno a Pietrasanta, destinata a diventare il primo ostello haut de gamme della zona. «Proprio perché amo la Versilia, voglio contribuire allo sforzo per diversificarne ed elevarne l’offerta turistica e per renderla attrattiva tutto l’anno», dichiara. Va in questo senso anche il suo recente incarico di presidente della Fondazione che gestisce il sito Unesco di Palazzo Mediceo a Seravezza? «La cultura, il paesaggio, le tradizioni, le persone stesse: la vera ricchezza della Versilia è questo mosaico di realtà diverse. È ciò che ho scoperto e apprezzato fin da giovanissimo», risponde. «Mi piacerebbe favorire il reciproco arricchimento, l’integrazione, la complementarietà fra i territori. Contribuire a quel necessario sforzo di mettere tutto a sistema».

Mentre lo dice, Bindi getta lo sguardo oltre la vetrata della casa in collina dove ha deciso di stabilirsi, circondato dal verde e con una superba vista sul litorale. «I primi tempi, ero un ragazzino, non avevamo ancora la casa al mare: si partiva da Chiesina Uzzanese al mattino, si stava tutto il giorno in spiaggia e si rientrava la sera», ricorda. «Poi vennero le vacanze con la nonna a Viareggio e finalmente la casa al Forte, in Caranna, dove anche i miei figli hanno trascorso le loro vacanze da piccoli. Ricordo le levatacce all’alba per le interminabili pedalate in bici da corsa con zio Rino, su e giù tra Versilia, Garfagnana e Lucca alla scoperta dei paesi, delle cose buone da gustare, della straordinaria varietà del territorio. Ci sono rivelazioni e sensazioni che solo la bici sa donarti. Ed anche questo è un buon punto di vista da considerare per chi vuole davvero comprendere, vivere ed amare questa terra».