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Interviews

da Milano al mondo con Forte nel cuore

marzo 2024- Numero 24
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da Milano al mondo con Forte nel cuore

Lifelong friends: Silvana Rizzi. «Al Forte ci si sente al sicuro nella romantica comfort zone delle nostre abitudini»

Intervista di Francesca Navari - Foto di Nicola Gnesi

Ha esplorato ogni angolo del mondo. Ma Forte dei Marmi resta il baricentro delle sue consuetudini, sancito da quella cabina numero 1 al bagno Giovanni da ben cinquantacinque anni. Silvana Rizzi, milanese, giornalista esperta di viaggi e lifestyle, inviata di quotidiani e magazine nazionali, ha trovato in Versilia il suo ideale angolo di pace nonostante l’indole curiosa e avventurosa ereditata dall’antenato bergamasco Antonio Moscheni, considerato il ‘Michelangelo indiano’ per aver realizzato a fine Ottocento splendidi affreschi in chiese e college dei gesuiti in India. A lui Silvana ha dedicato un docufilm che il 7 luglio alle 21:30 viene presentato a Villa Bertelli. Quando ha iniziato a frequentare il Forte? «Nel Dopoguerra furono i miei genitori a portarmi. Avevo quattro-cinque anni e subito mi innamorai del paese che profumava di libertà. Un anno mia mamma dirottò le scelte di famiglia all’Elba: mi annoiai a morte, presi il treno da sola e tornai al Forte per inforcare la bici». Cosa le piace di più? «È un posto capace di stupirti anche in inverno, con le giornate ventose sul pontile quando i surfisti cavalcano le onde. Un ambiente raffinato con un numero crescente di griffe, ma niente stona». A proposito, c’è chi lamenta una perdita di identità: che ne pensa? «Guai se diventasse Miami, però tutto cambia. Non c’è più il ciabattino, ma ce n’è anche meno bisogno. Mi dispiace per la scomparsa della libreria Giannelli e mi rammarico per la fioraia costretta al chiuso di un gazebo: eppure l’esaltazione di piante e fiori ha fatto la fortuna di tante città. Questo è un paese piccolo che riesce a dare tanto». Tipo? «La possibilità di sentirsi al sicuro nella romantica comfort zone delle proprie abitudini. Penso al caffè la mattina al bar, agli spostamenti in bici, al pranzo consumato sotto il porticato di casa mia, al bagno Giovanni dove mi sento in famiglia. Qui da sessant’anni c’è ancora il bagnino Paolo a cui affidavo i miei figli e oggi i miei nipoti». Trova sempre il sapore di un tempo? «Secondo alcuni sono state costruite troppe ville bianche. Li invito a vedere il bellissimo restauro conservativo che Manfredi e Kelly Catella hanno fatto di Casa Mann-Borgese».