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Interviews

la democrazia della bellezza

giugno 2021 - Numero 21
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la democrazia della bellezza

A tu per tu con Ilaria Borletti Buitoni: inarrestabile, lungimirante e oggi più che mai convinta che l’uomo debba stare al centro di un patto inscindibile fra natura, salute, cultura e paesaggio. Dalle battaglie per le Apuane al progetto weTree

Intervista di Silvana Rizzi - Foto di Pier Marco Tacca/GettyImages

«La bellezza non è un valore aristocratico, ma un patrimonio collettivo”, afferma Ilaria Borletti Buitoni. Da sempre impegnata nella tutela dell’ambiente, oggi vicepresidente del FAI e presidente del neonato progetto weTree, con un passato di Sottosegretaria al Ministero per i Beni e le Attività Culturali (tra il 2013 e il 2018), Ilaria Borletti ha vissuto in prima linea la battaglia per la salvaguardia delle Alpi Apuane. La contesa si è conclusa con il divieto di aprire nuove cave oltre i 1200 metri di altitudine.

Ogni anno, quando torna da queste parti, Ilaria Borletti ama fare lunghe passeggiate sui sentieri di montagna intorno al monte Altissimo. Da lassù la vista è spettacolare. «Le passeggiate nel parco», sottolinea «meriterebbero di essere valorizzate con cartelli che raccontano la storia versiliese e accoglienti panchine per meditare di fronte a tanto splendore». «Con un sistema integrato di turismo tra mare e monti», aggiunge «la Versilia sarebbe al top».

Per lei il ritorno al Forte ha il sapore delle Madeleine di Marcel Proust. «Ritrovo la mia infanzia, i vialetti ombrosi, la spiaggia, le raccomandazioni delle mamme ai bimbi in bici. Ogni volta mi ritrovo a pensare che Forte dei Marmi è oggi un raro esempio di equilibrio tra uomo e natura», precisa. Un esempio? «Di giorno si gode la brezza di mare e alla sera la brezza dei monti», aggiunge. L’aria condizionata è offerta dalla natura stessa.

Dal mare una striscia ininterrotta di verde sale verso le Alpi Apuane, in un paesaggio unico al mondo, che ha saputo conservare la sua identità, indispensabile per vivere bene, come sottolinea Ilaria. Il Monte Altissimo, con Michelangelo, il Palazzo Mediceo di Seravezza, le pievi sparse qua e là sulle colline o i rudi paesi dei cavatori, così come le riproduzioni dei quadri di Carrà sui ponticelli del Forte, tutto fa emergere un passato di vita e di arte sempre presente nel territorio.

Inarrestabile e lungimirante, oggi più che mai convinta sostenitrice dell’uomo al centro di un cerchio inscindibile composto da natura, salute, cultura e paesaggio, Ilaria Borletti con le scienziate Ilaria Capua e Maria Ludovica Gullino ha lanciato l’8 marzo, festa della donna, il progetto weTree. “Non un fiore per le donne, ma dalle donne alberi per il mondo”, recita uno degli slogan di weTree, nato per promuovere e manutenere aree verdi pubbliche nelle città italiane, intitolate a donne che si sono distinte in questo settore. «Al movimento», precisa la presidente «hanno aderito i sindaci di quattro città. A Milano, per esempio, sta nascendo un bosco nel campus della Bicocca, a Palermo è previsto un ampliamento dell’Orto Botanico, a Torino torna il green nel centro storico, a Perugia rinasce il bosco di cipressi intorno alla chiesa di Sant’Angelo». Una sfida con tanti progetti, quindi, volti a suggellare l’equilibrio tra l’essere umano e il mondo intorno. Tutte le info su wetree.it

...Ogni volta mi ritrovo a pensare che Forte è oggi un raro esempio di equilibrio tra uomo e natura...

Ilaria Borletti ama fare lunghe passeggiate sui sentieri di montagna intorno al monte Altissimo: da lassù la vista è spettacolare