sorsi di eleganza
Dalla frutta recuperata alle botaniche locali: la nuova mixology riscrive l’aperitivo con cocktail sostenibili e tecniche zero waste. Nei bar dei grandi hotel del Forte il buon bere sceglie territorio, equilibrio, stagionalità e una nuova eleganza contemporanea
Testo di Irene Arquint - Foto di Gabriele Ancillotti
La mixology moderna anela pulizia, un sorso che racconti una storia in cui riconoscersi, sorella ancor prima che amica dei luoghi in cui viviamo. Così il cocktail si fa leggero, spesso anche nel grado alcolico, ostile agli sprechi e raffinato nella scelta di una materia prima capace di dire dove ci troviamo. Perché il messaggio è semplice: non interessa apparire bensì essere. E di fronte alle proposte di un tempo in cui contava stupire, ricercando improbabili misture colorate colme di frutta e ombrellini, il barman di oggi si fa paladino di una nuova consapevolezza e punta su tecnica, tradizione, territorio, scelte responsabili.
In queste pagine sei bartender di alcuni fra i migliori hotel della costa esprimono attraverso le proprie ricette un unico stile: quello di una Forte dei Marmi che declina l’eleganza in una sobria, asciutta essenzialità da bere.
[1] "Negroni 67"
Il “Negroni 67” [1] di Lorenzo Sala, protagonista dello shaker al 67 Sky Lounge dell’hotel Principe Forte dei Marmi, si fa mentore di eccellenti realtà locali e toscane. La sua è una nuova edizione di un grande classico della miscelazione, nella cui realizzazione Sala ricorre ad un gin di una piccola distilleria di Massa, un vermouth di Viareggio, un bitter bianco fiorentino. In mezzo ci sono bucce di limone in infusione, verbena, maggiorana e timo.
[2] "Aperol Sour"
“Aperol Sour” [2] di Fabio Amble dell’Augustus Hotel & Resort è invece un inno alla freschezza dell’arancia, trasformata in un cocktail grazie all’inserimento di gin ed Aperol. Qui niente del frutto viene disperso: dalla polpa che diventa succo alla buccia messa dapprima in infusione per rilasciare i suoi aromi nell’Aperol, quindi essiccata e ridotta in una polvere a decorare il bicchiere. Alla fine niente è scartato e tutto contribuisce alla riuscita.
[3] "Villa Grey Reserve - Zero Waste Edition"
Le note del pepe rosa e del basilico fresco dialogano con la freschezza degli agrumi in un percorso aromatico costruito attorno a materie prime autoctone nel “Villa Grey Reserve – Zero Waste Edition” [3] di Marco Mula dell’hotel Villa Grey. Alla base c’è il gin di una liquoreria di Carrara, quindi le bucce di limone e pompelmo non trattati che subiscono due passaggi per estrarne gli oli essenziali e poi trasformarle in un bitter homemade. Il miele di Camaiore chiude il cerchio sul territorio.
[4] "Lullaby 75" (a sinistra) e [5] "Apuania" (a destra)
Scelto il punto di partenza – il French 75 – i barman di Villa Roma Imperiale (Cristiano Bertuccelli e Alex Perfetti) e della Pensione America (Federico Salvetti) approdano a soluzioni diverse, come è nella natura delle due dimore sorelle, senza mai perdere di vista territorio e un’economia circolare. Nel primo caso nasce il “Lullaby 75” [4], fresco e delicatamente floreale: un incontro fra lo champagne e un gin di Barga a rivelare un cuore sostenibile fatto di scorze di limone, i gambi d’ananas e gli ingredienti della tisana servita dopo cena agli ospiti della Villa. Nel secondo caso, ecco “Apuania” [5] a raccontare l’essenza più autentica di questo lembo di Versilia fatto di mare, colline in fiore e macchia mediterranea: gin e limone come base, inserendo una punta di Blue Curaçao a evocare i colori intensi della costa.
[6] "La Seconda Colazione"
Punta invece a recuperare le eccedenze del buffet del mattino la ricetta di Federico Mastronicola, barman all’hotel Principessa Forte dei Marmi, Autograph Collection. “La Seconda Colazione” [6] è una reinterpretazione del classico Martini in chiave regionale e totalmente circolare, grazie ad un liquore artigianale ricavato dall’infusione nel rum dei croissant. A completare il bouquet vengono aggiunte marmellata di arance bio toscane e limoni del giardino dell’hotel.
[7] “Pappa Martini Affumicato”
Infine, Massimiliano Martino dello Sciabola bar, all’interno dell’hotel St.Mauritius, si ispira alla tavola contadina toscana più povera. Nasce così il “Pappa Martini Affumicato” [7] in cui il pane raffermo della Garfagnana, il pomodoro, il basilico e il cipollotto elaborati dallo chef stellato Alessandro Ferrarini incontrano le note botaniche del Gin Amiata. L’affumicatura con corteccia di ciliegio delle colline versiliesi incornicia un’alternativa originale al Bloody Mary.
Si ringraziano per la collaborazione i seguenti hotel: Augustus Hotel & Resort | Pensione America | Principe Forte dei Marmi | Principessa Forte dei Marmi | St. Mauritius | Villa Grey | Villa Roma Imperiale.