scrutando il cielo, comprendo la mia terra
Meet the locals: Fabio Longaron. «...a tre anni già guardavo incantato dalla finestra l’arrivo dei temporali...»
Intervista di Francesca Navari - Foto di Annalisa Ceccotti
È il meteo-influencer della Versilia. Fabio Longaron, ventisei anni, studente di Scienze dell’Ambiente e del Clima all’Università di Pisa, è noto per la sua passione per la meteorologia. Una passione che l’ha fatto conoscere al grande pubblico fin da ragazzino. Oggi quarantacinquemila persone su Facebook e quattordicimila su Instagram seguono i suoi bollettini quotidiani e restano affascinate dalle sue foto che sembrano ribaltare le prospettive, mettendo in dialogo visivo luoghi in realtà lontanissimi. Fabio come è iniziata la passione per le previsioni meteo? «È un interesse che mi è stato trasmesso da mio papà. A tre anni già guardavo incantato dalla finestra l’arrivo dei temporali. A quindici lanciai per gioco la pagina Facebook “Fabio Meteo” e subito fu un successo. Poi ho creato un profilo più strutturato, “Meteo Nord Ovest Toscana”, con previsioni e curiosità del territorio». La particolarità del meteo a Forte dei Marmi? «Forte si trova in un contesto fortunato, protetto tra mare e Alpi Apuane: in pochi chilometri si scontrano climi diversi e, proprio per questo, può capitare che in spiaggia splenda il sole e sulle montagne ci siano dei temporali. Poi, Forte è una ‘bolla’ poco esposta a correnti fredde in inverno, quindi la temperatura non è mai troppo bassa». È vero che sei riuscito a far entrare in uno scatto Forte dei Marmi e il Monviso? «L’altra mia passione è la fotografia: prendo le mappe e grazie a un software di generazione di panorami e a uno zoom molto spinto riesco ad avvicinare l’immagine di due località estremamente lontane. Quello scatto, che ha azzerato duecentosettanta chilometri di distanza in linea d’aria, ha particolarmente colpito, “trasportando” la sagoma del Monviso fino al nostro mare». È vero che i tramonti locali hanno un’originale unicità? «Sì, e soprattutto in inverno, perché nella direzione in cui il sole cala nei mesi freddi non ci sono ostacoli a una meravigliosa esaltazione della luce dal basso. Diversamente, in estate, quando il tramonto è a nord ovest, l’arco alpino blocca il riverbero della luce». Cosa farai da grande? «Non il meteorologo. Mi vedo a girare il mondo come esperto di catastrofi naturali».